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Ripresa in vista: parola di «Ideagency»

Nei parchi cittadini non crescono i tartufi bianchi, nelle miniere della Valtrompia non hanno ancora trovato l’oro, e il lago di Garda non è diventato, di colpo, Saint Tropez; il carico fiscale, il costo del lavoro e la burocrazia locale non sono diminuiti, ma il giro d’affari delle imprese bresciane, almeno di alcune, sta vivendo un primo momento di ripresa.

Secondo le parole di Michele Giovannini, fondatore di «Ideagency», agenzia di marketing e comunicazione, dopo un triennio difficile per molti dei propri clienti, il 2014 si è infatti chiuso con risultati incoraggianti, che fanno quantomeno sperare nel prossimo futuro.

«Lo sentiamo dalle loro parole e lo vediamo, di fatto, dai loro investimenti in comunicazione, che continuano a crescere» riferisce ancora Giovannini.

«I nostri clienti - continua l'esperto in marketing - sono le imprese industriali di piccola e media dimensione tipiche del bresciano, non le multinazionali. Rispetto ai colossi, per loro è meno facile puntare sulla pubblicità o destinare risorse alla propria immagine, ma non per questo sono ferme, o antiche. Anzi: chi lavora con noi spesso ha una storia importante alle spalle, una tradizione di lunga data da valorizzare, ma nuove leve negli uffici e nei punti chiave su cui puntare. Si informa, studia, si aggiorna. Frequenta seminari e corsi di formazione e sa che oggi più che mai la reputazione è tutto per un’azienda».

Giovannini mostra un incoraggiante ottimismo e parlando delle agenzie di comunicazione che hanno chiuso negli ultimi tempi, fallendo o dando forfait, dichiara che, in barba alla crisi, la sua realtà ha continuato a crescere nonostante tutto anche nel triennio appena concluso e c’è riuscita mantenendosi flessibile, con pochi costi fissi, altissime specializzazioni nel proprio staff e una viscerale passione per le analisi di mercato.

«È su quelle che basiamo ogni nostra azione. Prima studiamo, confrontiamo e poi ci muoviamo, numeri alla mano. È a quel punto che lo studio del marketing si trasforma in segno grafico, e questo sia per quanto riguarda l'online, il web, i social, la reputation, che l'offline, con gli strumenti tradizionali».

Giovannini insiste sulla parola “marketing”, perché, come ci ripete almeno tre volte in meno di dieci minuti, la comunicazione serve a vendere e per vendere occorre conoscere il mercato.